38. Marco Polo e le meraviglie dell'Oriente.

   Da: Il libro di Marco Polo detto Milione, a cura di D.
Ponchiroli, Einaudi, Torino, 1981

 Bench il grande viaggiatore veneziano fosse talvolta considerato
dai contemporanei un millantatore, a causa dei suoi straordinari
racconti, con la sua opera egli contribu a sfatare - come appare
in questo paragrafo a proposito del grifone del Madagascar - miti,
leggende e visioni profondamente radicati in Occidente.


 centosessantasettesimo dell'isola di Madegascar (Mogdasio)

   Mandegascar (Mogdasio) si  una isola verso mezzod, di lungi
da Scara (Scotra) mille miglia. E questi sono saracini [saraceni,
sinonimo di arabi] che adorano Malcometto: questi hanno quattro
vescovi, cio quattro vecchi uomeni, c'hanno signoria di tutta
l'isola. E sappiate che questa  la migliore isola e la maggiore
di tutto il mondo: ch si dice ch'ella gira quattromilia miglia. E
vivono di mercatanzia e d'arti. Qui nascono pi leonfanti che in
parte che sia nel mondo; e ancora per tutto l'altro mondo non si
vendono e non si comperano tanti denti di leonfanti quanto si fa
in questa isola e in quella di Zachibar (Zanghibar). E sappiate
che in questa isola non si mangia altra carne che di cammelli, e
mangiavesene tanti che non si potrebbe credere. E dicono che
questa carne  la pi sana e la migliore che sia al mondo. Qui si
ha grandissimi albori di sandali rossi, ed hannone grandi boschi.
Qui si ha ambra assai, peroch in quel mare hae molte balene e
capodoglie; e perch pigliano assai di queste balene e di questi
capidoglie, s hanno ambra assai. Egli hanno leoni, e tutte bestie
da prendere in caccia, e uccelli molto divisati da' nostri. Qui
vengono molti navi, e arecano e portono molta mercatanzia. E s vi
dico che le navi non possono andare pi innanzi che di qui a
questa isola verso mezzod, e a Zazechibar (Zanghibar); peroch 'l
mare corre s forte verso il mezzod che a pena se ne potrebbe
tornare. E s vi dico che le navi, che vengono da Mabar (Maabar) a
questa isola, vengono in venti d, e quand'elle ritornano a Mabar
(Maabar) penano a ritornare tre mesi: e questo  per lo mare che
corre cos forte verso il mezzod. Ancora sappiate che quelle
isole ch'abbiamo contato, che sono verso il mezzod, le navi non
vi vanno volentieri per l'acque che corrono cos forte [le
correnti dell'oceano Indiano gi note agli arabi]. Diconmi certi
[mercatanti, che vi sono iti], che v'ha uccelli grifoni, e questi
uccelli apariscono certa parte dell'anno; ma non sono cos fatti
come si dice di qua, cio mezzo uccello e mezzo leone, ma sono
fatti come aguglie [aquile] e sono grandi com'io vi dir. E'
pigliano lo leonfante, e portalo suso nell'iere, e poscia il
lasciano cadere, e quegli si disf tutto, e poscia si pasce sopra
lui. Ancora dicono, coloro che gli hanno veduti, che l'alie loro
sono s grande che cuoprono venti passi [un passo equivaleva a m
1,50 circa], e le penne sono lunghe dodici passi, e sono grosse
come si conviene a quella lunghezza. Quello che io n'ho veduto di
questi uccelli, io il vi dir in altro luogo. Lo Gran Cane vi
mand messaggi, per sapere di quelle cose di quella isola, e
preserne uno, s che vi rimand ancora messaggi per fare lasciare
quello. Questi messaggi recarono al Gran Cane un dente di
cinghiaro salvatico che pes quattordici libre [una libbra variava
da grammi 317 a 368 circa]. Egli hanno s divisate bestie e
uccelli ch' una maraviglia. Quegli di quella isola s chiamano
quello uccello ruc, ma per la grandezza sua noi crediamo che sia
uccello grifone. Or ci partiamo di questa isola, e andiamo in
Zachibar (Zanghibar).
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